Panna Cotta Mandorle e More

Sono abbastanza golosa e penso che molto probabilmente questa passione per la pasticceria sia legata ai miei infiniti peccati di gola.

Appena sposata mio marito mi regalò un libro che conteneva più di tremila ricette,diligentemente illustrate, “La Cucina Italiana – Ricette D’oro”, e ricordo che passavo le mie giornate a leggere e studiare tutte le ricette solo relative ai dolci.

Vivevamo in un bellissimo paese della bergamasca dove la mattina aprivi le persiane e ti trovavi di fronte un paesaggio da cartolina.
Aria aprica, cime delle montagne innevate d’inverno e nuvolette paffutelle come panna montata d’estate.
Un giorno una mia carissima amica ci invita a cena e come dessert, lei era molto brava nella preparazione dei dolci, lasciandomi come ricordo tanti suoi segreti e consigli,presentò la panna cotta al caramello.
Ricordo che mio marito ne mangiò più porzioni, io purtroppo senza offesa nei suoi confronti non provai ad assaggiarla. Perché?
Perché purtroppo da piccola ero stata quasi obbligata ad assaggiare un budino alla vaniglia e quel ricordo di estrema dolcezza e alta viscosità in bocca  mi turbò al punto di star male tutta la notte e di non provare mai più ad assaggiare tutti i dolci che avessero quel tipo di consistenza. Ecco perché con i miei bimbi non insisto mai, soprattutto con Vincenzo che ha dei gusti tutti suoi e decisi, ad assaggiare per forza un cibo che magari al loro occhio birichino non convince.

 

La passione per la pasticceria sempre in evoluzione continua, mi ha portato sola sola a  a sperimentare questo dolce e provare  perfino ad assaggiarlo, come omaggio alla mia amica.

Era il 23 Maggio quando ero sul blog “Torsolo di mela”a leggere i contest attivi in quel momento. E trovai molto interessante il contest delle Bloggalline “La Cucina Italiana nel Mondo” http://lebloggalline.blogspot.it/ , http://lebloggalline.blogspot.it/2014/04/il-primo-imperdibile-contest-di.html  in collaborazione con Informacibo http://www.informacibo.it/_sito/cucina-nel-mondo/ ,tanto da inviare loro subito un’email per le modalità.

 

Il contest e l’idea di parteciparvi rimase chiusa in quell’email, fino a domenica mattina quando d’avanti ad una tazza di caffè ed una fetta di plum cake, mio marito mi disse :
“Ci tengo che partecipassi a quel contest e se non ti spiace avrei da proporti anche la ricetta”. Con la tazza fumante tra le mani, lo guardai con quegli occhi che da soli sarebbero in grado di scrivere un libro.
“Avrei tanta voglia di assaggiare quel dolce che a Bergamo mangiammo a cena a casa di Graziella,ricordi , quello che tu non mangiasti, come si chiama?”
“Panna cotta tesoro”!
“Si, mi piacerebbe scoprire il suo sapore sperimentato dalle tue manine, e mi piacerebbe vederla partecipare a quel contest, forza dai che di tempo ne è rimasto poco”.

Di lì a poco ero vicino la libreria a recuperare quel libro che lui stesso mi aveva regalato, a cercare la ricetta.
Qui c’era poco da inventare o sperimentare, e poi onestamente non mi ero mai cimentata prima d’ora nella realizzazione di questo tipo di dolci, avevo bisogno di una direttiva.
Sfogliando le pagine che profumavano ancora di nuovo, mi trovo vicino alla ricetta basica “Panna cotta con vaniglia e caramello”.
La leggo, la studio mentre la mia mente cercava di capire quale profumo diverso potessi imprimerle.
Trovato mandorle e more, il sapore amarognolo di entrambi avrebbe certamente spezzato la sua dolcezza e la presenza di more all’interno le avrebbe conferito un pizzico di croccantezza, di solidità in un cuore morbido e budinoso.

Veniamo alla preparazione

Ingredienti :

400 gr di Panna liquida
125 gr di Latte di ,Mandorla
100 gr di Zucchero a velo
6 gr di Gelatina in fogli
12 More

Laviamo le more sotto l’acqua corrente e le sistemiamo su un canovaccio ad assorbire l’acqua.
Mettiamo la gelatina in fogli in una ciotola e versiamoci un bicchiere di acqua.
In un pentolino di acciaio dal fondo spesso versiamo la panna, il latte di mandorla e lo zucchero a velo.
Scaldiamo i liquidi a fuoco basso senza portare a bollore.
Togliamo la panna dal fuoco e uniamo la gelatina, ormai morbida,strizzata bene e la facciamo amalgamare per bene. Filtriamo la panna attraverso un colino a maglie fitte così da eliminare quei residui eventuali di gelatina che non si sono amalgamati alla panna. Ripetiamo questa operazione due volte, nel frattempo la panna si sarà  intiepidita.
In ogni stampino sistemiamo una mora, due se sono piccole oppure se gli stampi sono grandi anche tre e versiamo la panna sino all’orlo. Facciamo riposare in frigo per sei ore.

Decorazione spirali di  caramello

Ingredienti:

160 gr di Zucchero
55 gr di Acqua
1 cucchiaino di glucosio

In un pentolino, dal fondo spesso, versiamo lo zucchero e l’acqua e cuciniamo a fuoco lento senza mai mescolare,eventualmente ruotando solo la pentola attraverso i manici.
Quando il composto zucchero/acqua bolle aggiungiamo il glucosio e proseguiamo la cottura fino a quando lo zucchero comincia a colorarsi diventando biondo. A questo punto spegniamo il tutto.

Caramelliamo prima le mandorle.

 

Dopo aver infilato nelle mandorle uno stecchino dalla punta lentamente senza farle rompere, le immergiamo nel caramello e le mettiamo a testa in giù ad asciugare.
Immergiamo la punta di un coltello a lama liscia nel caramello e facciamo cadere il caramello su carta forno come se stessimo disegnando un serpente. Lasciamo che si raffreddi un po’.
Prendiamo la panna dal frigo e dopo averla sformata dal suo stampo la adagiamo su un piatto da portata. Prendiamo le serpentine di caramello morbide e con le mani intorno alla panna simuliamo un giro di spirali dal basso verso l’alto.

 

“Con questa ricetta, partecipo al contest : “La Cucina Italiana nel Mondo verso l’Expo 2015”, organizzato da Le Bloggalline  http://lebloggalline.blogspot.it/2014/04/il-primo-imperdibile-contest-di.html , in collaborazione con INformaCIBO http://www.informacibo.it/_sito/cucina-nel-mondo/

 

 

Consigli

Piccoli accorgimenti relativi agli stampi che utilizzeremo.
Se adoperassimo gli stampi in silicone dopo averli lavati accuratamente dobbiamo assicurarci che siano ben asciutti prima di versare la panna.

Per sformare il dolce abbiamo due modalità:

1)  Dopo aver uscito dal frigo lo stampo in silicone, lentamente allarghiamo prima i margini esterni.
Capovolgiamo tenendo la mano sotto, lo stampo sul piatto da portata e sempre lentamente procedendo dall’esterno tiriamo su, senza spingere dall’alto.

2) Se avessimo paura che la prima operazione non possa andare a buon fine, oppure abbiamo pochissimo tempo per servire il nostro dolce, optiamo per questa seconda possibilità.
Dopo il suo riposo in frigo passiamo lo stampo in silicone per dieci minuti nel congelatore.
A questo punto riprendiamo il nostro stampo, lo poggiamo sul piatto da portata e con delicatezza, poggiamo i pollici sui bordi alti e le dita intanto sollevano da sotto il resto.

Se adoperassimo gli stampi in acciaio:

Dopo averli estratti dal frigo, immergiamo solo il fondo per un paio di minuti nell’acqua bollente.
Capovolgiamo lo stampo su un piatto da portata tenendo sempre sotto la mano e lentamente solleviamo.

 

Note

La regione Puglia ha inserito il latte di mandorla nell’elenco dei  prodotti agroalimentari italiani.

5 Comments

  • Le Bloggalline ha detto:

    Ciao, grazie per questa ricetta! In bocca al lupo! 🙂

  • Elena ha detto:

    Questa descrizione mi ha portata indietro nel tempo ricordo anch'io quel budino disgustoso, ma sono convinta che questa panna cotta è di sicuro mille volte più buona oltre che deliziosa per la vista,tra l'altro dolce preferito da mio marito!

    • dolcementefrancy ha detto:

      Wow che bello non pensavo la ricordassi anche tu…pensa che non ho mai più assaggiato nulla di simile. Fino a quando ho realizzato questa ricetta. Ti assicuro che é piacevole da mangiare e per nulla dolce proprio grazie alla presenza della mandorla e la mora. Grazie come sempre Elena per aver letto e commentato il mio articolo.

    • Elena ha detto:

      Grazie a te! Ogni volta che descrivi un tuo capolavoro sembra di essere lì insieme a te ad assaporarne il gusto!

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