Millefoglie

Siamo circondati e permeati così tanto da una quotidianità pesante e difficile che quando ai nostri occhi si affacciano dei raggi di sole,sono così deboli da non riuscire persino ad intravederne la luce tanto meno il calore.

Ho potuto fare queste riflessioni in una delle mie tante passeggiate mattutine in rive al mare durante questa estate.

La spiaggia di prima mattina , a mio avviso ,è la più bella.
Riesce ad ascoltare il rumore dei nostri pensieri, a coccolarli, a rimproverarli, a dissolverli.
Era una comicità irrinunciabile di tutte le mattine, la spiaggia silente e deserta, i gabbiani volare a pelo d’acqua ,al confine tra mare e orizzonte tanti pescherecci,e il suono tenero di piccole onde che accarezzavano la spiaggia coprendo le nostre impronte.

 

In un clima di musica e poesia “ Paa quando arriviamo,mi danno fastidio le ciabattine”….il padre risponde…”Matteo cammina e guarda dove metti i piedi,una medusa”…”Dove papà…voglio vederla…”…”Non si può, altrimenti ti bagni le ciabattine, dai cammina”..”Uffa non posso vedere nemmeno una medusa..e io non cammino..”.
Intanto avanti come una piccola ruspa pesante spingeva il suo corpo affaticato Vincenzo…”Mattè…sempre ti lamenti….cammina”…”No io non vengo”.
Si ferma la carovana ad aspettare che i capriccetti mattutini immancabili si dissolvono, cercandolo di corrompere con qualche giochino da portare..”Vuoi portare tu la palla?” ….“No voglio il retino”… e giustamente proprio l’oggetto che sta portando il fratello, sembra fatta apposta per far nascere altre urla e pianti.

 

Il fratello stanco di tutto ciò….” Tieni Mattè (la finale viene sempre omessa,il piccolo chiama Vincè..il grande Mattè…mah)…non ti sopporto più..”
Luinon lo sopportava più… il mare aveva fermato la sua musicalità perché tanto non serviva c’era il nostro baccano a fare da orchestra.
Ricordo che erano quasi le sette quando avevamo parcheggiato l’auto, sistemiamo l’ombrellone alle 7:25, per un piccolo tragitto, venticinque minuti accidenti!
E questo era un ritornello, uguale ed identico, di tutte le mattine, per non parlare del ritorno,santa pazienza, per fortuna che c’è.

 

Quando dopo un temporale s’intravede un piccolo arcobaleno, così immediatamente era tornato il silenzio, le mie orecchie udivano nuovamente la voce del mare,ed in quel momento cominciavano le passeggiate lunghe.
E pensavo a quanto era stato divertente il pomeriggio scorso l’avventura in campagna.
Come si erano divertiti i bimbi in campagna dallo zio, dove tutto si ferma, dove non c’è spazio per lo stress quotidiano, dove il tempo scorre lento e rispettoso, dove la natura fa il suo regolare corso.
Dove bimbi ed animali si scoprono simbioticamente perfetti, le ochette dispettose e peperine come Matteo, le tartarughe comode e coccolone come Vincenzo, i gatti impauriti ed incuriositi come me, i maialini solari e pieni di voglia di vivere come mio marito.

 

Non è il nostro regno, è il regno di un re che tante guerre ha dovuto affrontare per costruire il suo castello, per cingerlo di mura così alte dove nessuna guerra potrà mai distruggerlo,dove entrano solo persone che come lui hanno donato i propri sogni alle stelle.
Raccogliemmo delle mandorle e mentre passeggiavo giocando con le piccole onde, pensavo che le avrei adoperate per decorare una millefoglie,il dolce preferito di mio marito.

 

Ingredienti per la base

500 gr di Pasta sfoglia fresca
un Anello a cerniera di 24 cm di diametro
1 Uovo
1 cucchiaino di Latte
Zucchero semolato

Dopo aver poggiato sul piano di lavoro leggermente infarinato il rotolo di sfoglia, lo andiamo a stendere con il mattarello, ad uno spessore di tre/quattro millimetri (né troppo sottile né troppo spesso).
Prendiamo l’anello e coppiamo la pasta, devono uscire tre dischi.
Qualora la pasta stesa non dovesse essere sufficiente per coppare l’altro disco. Non impastiamo la sfoglia come una normale pasta frolla, la pieghiamo a fazzoletto, piegando prima in lungo il lato destro, sovrapponendo,sempre in lungo il lato sinistro e piegandola poi l’una sull’altra.
Ruotiamo la pasta, in modo da far trovare le pieghe alla nostra destra e cominciamo a stenderla nuovamente con il mattarello.
Sistemiamo i dischi nelle teglie e li poniamo in frigo a riposare per una ventina di minuti.

 

Crema delicata alla vaniglia

450 gr di Latte
3 Tuorli
300 gr di Zucchero a velo
110 gr di Amido di mais
1 Bacca di vaniglia

Con un coltello in ceramica dalla lama liscia incidiamo la bacca, in lunghezza, e senza estrarre i semi, versiamo la bacca insieme al latte in una pentola dal fondo doppio.
Riscaldiamo il latte a fuoco lento.
Nel frattempo montiamo a nastro i tuorli con lo zucchero per dieci minuti, lentamente con il setaccino inglobiamo l’amido di mais.
Amalgamiamo con una spatolina.
Prendiamo un colino dalle maglie strette e filtriamo il latte, per pulirlo dai semini rilasciati eventualmente dalla vaniglia.
E versiamo il latte a filo, mescolando man mano che lo inglobiamo del tutto. Versiamo il composto nella pentola e portiamo a cottura a fiamma bassa sempre mescolando, fino a quando il cucchiaio velerà.

 

Prendiamo i dischi di sfoglia.
Sbattiamo l’uovo aggiungendo il cucchiaino di latte.
Con i lembi di una forchetta incidiamo i dischi di sfoglia e con un pennellino con le setole in silicone, ci spennelliamo sopra l’uovo, a pioggia versiamo un cucchiaio di zucchero su ognuno ed inforniamo in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti ventilato.

Assemblaggio

120 ml di panna fresca
100 gr di zucchero a velo

Versiamo nella boule fresca la panna con lo zucchero a velo e montiamola.
Quando sia i dischi di sfoglia sia la crema saranno ormai tiepidi possiamo procedere ad assemblare il dolce.
Su un tagliere di legno con un coltello in ceramica dalla lama liscia e grossa,disponiamo dodici mandorle fresche e cominciamo a tagliarle in tanti piccoli pezzi.

 

Disponiamo su un vassoio da portata il primo disco di sfoglia, lo ricopriamo di uno strato di crema,poggiamo sopra un altro disco e poi un altro strato di crema, chiudiamo con l’ultimo disco di frolla.
Rivestiamo di panna solo i lati  intorno al dolce, aiutandoci con un cucchiaio li ricopriamo  di mandorle in scaglie.
Spolveriamo la superfice del dolce con abbondante zucchero a velo e decoriamo con panna e mandorle.
Prima di servire è bene che il dolce riposi in frigo per un’ora così da permettere che l’umidità rilasciata dalla crema permei nella sfoglia ammorbidendola senza rovinarla al taglio.

 

Consigli
Affinché la sfoglia durante la cottura in forno simpaticamente non formi le sue bolle, è utile una volta stesa tenerla in frigo dall’una alle due ore, quanto basta ad indurire leggermente la superfice.
Trascorso il tempo la si bucherella e la si spalma con uovo sbattuto e zucchero e la si può cuocere senza ottenere grandi bolle d’aria, tipiche della sfoglia.

 

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